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XIII edizione del festival Roma - Ognuno ma proprio ognuno è il centro del mondo
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Serata: Destini
Inedito: Capitan Inquieto e gli Uomini Scimmia

Robert McLiam Wilson

nasce a Belfast nel 1964.

Già dalla scelta del parziale pseudonimo si può intuire la personalità autoironica e pungente di McLiam Wilson: ‘McLiam’ è infatti la traduzione gaelica di ‘Wilson’ – ‘will’ ‘son’ e cioè ‘figlio della volontà’ – che lo scrittore ha deliberatamente inserito tra nome e cognome veri. Robert in questo modo ha due cognomi, uno irlandese e uno inglese: un messaggio chiaro e provocatorio.

La scrittura entra presto nella sua vita: a ventuno anni lascia gli studi universitari al S. Catharine’s College di Cambridge per dedicarvisi completamente. Il giorno precedente alla fine della sua  carriera universitaria accade qualcosa che lo stesso McLiam Wilson racconta così: “Comprai una macchina da scrivere per iniziare una dissertazione su non ricordo quale argomento, e ne venne fuori invece il primo capitolo di un romanzo”.

Comincia così un periodo della sua vita in cui svolge le professioni più disparate: dal muratore alla guardia di sicurezza, dal venditore di finestre al venditore di kilt, fino all’insegnante e a al regista di documentari. Ma per lui questi anni spesi a fare “la prima cosa che capita” si riveleranno un prezioso apprendistato letterario. È così che nel 1989 vede la luce il suo primo romanzo, Ripley Bogle,, accolto dalla critica come un eccezionale esordio letterario e che verrà pubblicato in Italia da Garzanti nel 1996. Con questo suo primo lavoro, che narra la storia di un colto e stravagante giovane clochard, un indimenticabile antieroe dei bassifondi in una Londra fredda e indifferente, McLiam Wilson (che si dice abbia vissuto egli stesso in strada per otto mesi) inizia a vincere alcuni dei numerosi premi che costelleranno la sua carriera: Rooney Prize e The Hughes Prize, entrambi nel 1989,  The Betty Trask Prize e The Irish Book Award, entrambi nel 1990.

Nel 1992 scrive il suo secondo romanzo, Il dolore di Manfred (Fazi Editore, 2004), che fa dire a Antonio D’Orrico che “McLiam Wilson scrive come un dio”.

Nello stesso anno, con Donovan Wylie, scrive The Dispossessed, un saggio sulla povertà in Gran Bretagna.

La fama internazionale arriva nel 1996, con il suo terzo romanzo, Eureka Street (Fazi Editore, 1999), acclamato dalla critica, vincitore del Belfast Arts Award for Literature e tradotto in quattordici lingue. Con una mescolanza sapiente di tragedia e humour, McLiam Wilson racconta la drammatica situazione politica dell’Irlanda del Nord negli anni Ottanta attraverso la storia di Jake e dei suoi amici alle prese con le piccole vicende quotidiane a Belfast, in un mondo dilaniato da conflitti irrisolti e dalle bombe dei terroristi. Da questo romanzo è stata tratta una serie televisiva.

Nel 2003, è stato nominato da Granta Magazine uno dei venti “Migliori giovani narrator inglesi”.

Il suo ultimo romanzo,  The Extremists, sarà pubblicato da Fazi nel 2015.

Bibliografia

Ripley Bogle, Garzanti, 1996

Eureka Street, Fazi Editore, 1999

I sognati in New British Blend. Il meglio della nuova narrativa inglese, minimum fax, 2003

Il dolore di Manfred, Fazi Editore, 2004

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