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XIII edizione del festival Roma - Ognuno ma proprio ognuno è il centro del mondo
DAŠA DRNDIĆ

Serata: Relazioni

Daša Drndić,

nasce a Zagabria nel 1946.

Si laurea in Filologia all’Università di Belgrado, presso la Facoltà di Lingua e Letteratura Inglese, e completa poi la sua formazione conseguendo un Master in Teatro e Comunicazione, con una borsa di studio Fullbright, all’Università dell’Illinois, Stati Uniti. Infine ottiene un dottorato (con una ricerca su Sinistra e Protofemminismo) presso la Facoltà di Discipline umanistiche e Scienze sociali all’Università di Fiume (Rijeka).

Oltre ad essere docente universitaria, Drndić lavora per anni come editor e produttrice a Radio Belgrado, realizzando oltre trenta sceneggiati radiofonici, venduti anche all’estero.

Ha pubblicato saggi, testi teatrali, poesie ed è scrittrice di romanzi tradotti in inglese, francese, polacco, sloveno, tedesco, slovacco. Ha vissuto in Canada e negli Stati Uniti.

I sui lavori, non in traduzione italiana, includono: Put do subote (1982); Kamen s neba (1984); Totenwande (2000); Leica format (2003); Sonnenschein (2007); April u Berlinu (2009); Belladonna (2012).

In Italia è stato pubblicato nel 2015, per i tipi Bompiani, Trieste. Un romanzo documentario, in cui l’autrice racconta attraverso un dramma personale la tragedia del mondo. Il libro si apre con la  protagonista Haya, a Gorizia, sola e circondata da fotografie e ritagli di giornali. È una donna anziana, che dopo più di sessant’anni aspetta di ricongiungersi a suo figlio, avuto da un ufficiale delle SS (Kurt Franz, realmente esistito) e rapito dalle autorità tedesche per far parte del programma segreto di Himmler: il progetto “Lebensborn”. In Trieste, Haya, attraverso la ricerca di suo figlio, riflette sulle esperienze della sua famiglia ebrea convertita al cattolicesimo, e sul massacro degli ebrei italiani nella Risiera di San Sabba, il campo di concentramento di Trieste.

Daša Drndić con questo libro racconta la sconcertante cronaca dell’occupazione nazista nel nord Italia: riporta tutti i nomi dei novemila ebrei italiani morti nei lager e ci conduce al processo di Norimberga, tra vittime e carnefici, in una ballata sul male, al cui centro c’è forte il tema della responsabilità.

Bibliografia

Un romanzo documentario, Bompiani, 2015

© 2015 LETTERATURE.Festival Internazionale di Roma
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